foto giuliano cremasco pianista

Thiene OnLine torna a parlare di “Quella Notte”

SCHIO. NUOVI PROGETTI PER CREMASCO, IL ‘TORNATORE DELL’ALTO VICENTINO’
MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

Giuliano CremascoTre concorsi prestigiosi ed un dvd pronto ad andare a ruba nelle librerie tra un paio settimane. La vita di Giuliano Cremasco, il ‘Tornatore dell’alto vicentino’, è cambiata. Il giovane regista scledense, sta perfezionando il cortometraggio ‘Quella Notte’, che lo sta rendendo famoso a livello nazionale e non solo, con l’iscrizione a competizioni di spessore. Come Fiati Corti XII, il V Festival internazionale del cinema dell’Aquila e il Festival dei Corti Undenground. Rassegne che dalla fine di settembre a ottobre inoltrato, faranno stare con il fiato sospeso Giuliano Cremasco, che ora, ha voglia di mettersi sulla ‘griglia’ di giurie specializzate.

‘La mia città e l’Alto vicentino tutto hanno dimostrato entusiasmo per il mio lavoro, nato per caso, ma diventato un corto di alto livello grazie anche alla voce narrante di Giorgio Lopez, doppiatore di Danny De Vito e Dustin Hoffman – racconta con gli occhi che esprimono tutta la sua passione per il cinema – ‘Quella notte’ è già stato proiettato questa estate in piazza Falcone-Bosellino a Schio, con un boom di pubblico, che non dimenticherò mai. La mia città era tutta lì ad applaudire e non dimenticherò mai tutto quel calore, che ho trasformato in adrenalina. Ma adesso, voglio misurarmi con ‘giudici professionisti’ per capire se il cinema è davvero la mia strada. Io lo credo, ma sono anche una persona umile che ha bisogno di conferme. Questi concorsi mi faranno capire tante cose’. Tra due settimane, ‘Quella Notte’ verrà venduto nelle edicole dell’alto vicentino. Il cortometraggio è stato girato quest’inverno all’interno del locale scledense Due Spade, che, per l’occasione, è stato trasformato in una casa d’appuntamento in stile anni ’50. Diretto da Giuliano Cremasco, la sceneggiatura è del gruppo storico in cui suona il ‘Tornatore scledense’, gli Zooma Zooma’s. Testi e aiuto sceneggiatura di Massimo Pupin. Scenografia di Carlotta Meneguzzo e un casting che si è rivelato di grande professionalità come quello di ‘Schio Teatro 80′.
‘Ragazzi che si sono messi in gioco per caso – ricorda Cremasco, abbozzando un sorriso e portando la mano sulla fronte – se penso che siamo partiti con l’idea di girare un semplice video per promuovere gli Zooma Zooma’s, con attori alle prime armi, vestiti anni ’50 e accessori scovati negli armadi delle mamme, non riesco ancora a credere di aver fatto un lavoro del genere. Devo ringraziare i miei collaboratori e tutti coloro i quali hanno realizzato questo cortometraggio, che mi ha cambiato la vita. Un ringraziamento particolare anche a Ivano Tessari, che con il suo locale, ha reso possibile il corto, che ha potuto contare su un ambiente suggestivo e adatto alla storia come il Due Spade. Ora il cinema non è solo un sogno nel cassetto – conclude Giuliano Cremasco, che mentre parla e racconta non riesce a trattenere le emozioni – . So che non sarà una passeggiata, ma in questi giorni che sono impegnato nelle fasi di completamento del dvd che vorrei dare al pubblico in modo che sia impeccabile anche nei dettagli, mi sto rendendo conto che posso farcela ‘.
‘Quella notte’ è il 20 settembre del 1958. Proprio a partire dalla mezzanotte, entra in vigore la legge Merlin con cui viene decisa la chiusura delle ”case di tolleranza”. È una serata speciale per Angeleeno, protagonista della storia. Fino a quel giorno, a Schio aveva fatto affari grazie ad una astuta gestione della casa del piacere “Due Spade”. Angeleeno, che da quella notte, non potrà più contare sulla “legalità” dei suoi traffici, decide di buttarsi in ben altre faccende. Organizza un concerto nella balera dove è solito fermarsi con le sue donne e da dove controlla tutti i loschi movimenti. Si impone in qualità di manager degli Zooma Zooma’s, un gruppo di validissimi musicisti di swing e boogie boogie. Nella testa di Angeleeno c’è un progetto: trasformare la band, che fino ad allora aveva fatto poco più che suonare in giro ad anonime balere di periferia, in un fenomeno da scorrazzare nel mondo, fin giù in America, dove raggiunge l’apice del successo’.

Natalia Bandiera

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